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Verona

Passeggiando per le vie del centro storico, lungo le sponde dell'Adige, la città dell'amore mostra le sue meraviglie. Segnata da diverse epoche, Verona racconta con le sue architetture, l'avvicendarsi di varie dominazioni: dall'insediamento romano, all'età dei comuni, all'epoca della Signoria degli Scaligeri fino alle dominazioni veneziana e asburgica. 
Nella centralissima Piazza Bra si erge maestosa l'Arena, l'anfiteatro romano che ospita da decenni la prestigiosa stagione lirica estiva. Sul "liston", il largo marciapiede che segue l'andamento della piazza, si affacciano Palazzo Barbieri e della Gran Guardia mentre altri edifici nobiliari ospitano i locali solitamente frequentati da veronesi e turisti da tutto il mondo. 
Poco distante la Casa di Giulietta, con il famoso balcone, accoglie migliaia di visitatori affascinati dalla storia di Romeo e Giulietta, i due amanti della famosissima tragedia di Shakespeare.

COMPLESSO DELLA CATTEDRALE-DUOMO

Il punto di partenza e di arrivo dell’itinerario è stato il Duomo di Verona, che si trova nell’omonima piazza situata nella parte medievale della città.
La facciata principale presenta una parte inferiore in marmi bianchi e rosati e delle colonne tortili che sostengono un arco, ai cui lati sono scolpiti motivi vegetali, scene di caccia e figure di santi.
La parte superiore è in tufo, e il portale è scolpito con immagini di profeti e di animali. Nella parte laterale si innalza il campanile.
Verona è da scoprire pian piano e di fronte al duomo, io mi sono innamorata della statua dell’angelo davanti al portale.
L’interno è molto suggestivo e si deve alle modifiche apportate alla chiesa romanica nel XV secolo. È diviso in tre navate da alti pilastri in marmo rosso di Verona, che sostengono arcate gotiche.
Le cappelle laterali sono arricchite da numerose sculture ed opere pittoriche, per lo più rinascimentali, la più famosa è quella con il dipinto dell’Assunzione della Vergine ad opera di Tiziano, mentre tra gli altri figurano molti artisti veronesi.
È davvero molto bello e poetico da vedere, ma consiglio di visitare l’interno di giorno, perché col calare della sera diventa molto buio e rischieresti di perderti molti dettagli.

 

PONTE DI CASTELVECCHIO o SCALIGERO

Il Ponte Scaligero, chiamato anche Ponte di Castelvecchio, è celebrato dagli storici come "l'opera più audace e mirabile del medioevo in Verona". Portato a termine nell'arco di tre anni, quasi sicuramente tra il 1354 e il 1356, fu costruito per ordine di Cangrande Il, che intendeva così assicurare alla sua nascente fortezza sul fiume un'autonoma via di fuga (o d’accoglienza di soccorsi) verso il Tirolo, dove regnava suo genero Ludovico il Bavaro. Il nome del costruttore è avvolto nel mistero. Un documento del 1495 indica come tale il Bevilacqua che progettò il castello. Alcuni studiosi hanno invece ipotizzato, sulla scorta delle numerose analogie tra il ponte di Castelvecchio e quello delle Navi, una comune paternità, da attribuire a Giovanni da Ferrara e Giacomo da Gozo: ma nessun documento supporta questa teoria.
La sua robustezza consentì al ponte di attraversare, praticamente intatto, cinque secoli di storia e le più dure piene dell'Adige. Nel 1802, dopo la pace di Luneville, i Francesi abbatterono la torre che sorgeva sul lato sinistro del fiume e rimossero o murarono gran parte delle merlature. Nel 1824 si procedette al restauro del pilone principale, parzialmente corroso dal corso della corrente, mentre dieci anni più tardi furono ripristinate le murature e riaperti i camminamenti.
Per il maestoso gigante medievale, la fine sarebbe arrivata la sera del 25 aprile 1945, dall'esplosione delle mine tedesche. I lavori di ricostruzione, iniziati nel febbraio 1949, si conclusero nel 1951. Il ponte ricostruito è molto fedele all’originale.
Chiunque l'abbia progettato, ha comunque eseguito un lavoro mirabile. Prodigiosamente ardita, per i tempi, era l'arcata di destra, con una luce di quasi cinquanta metri, contro i ventinove e i ventiquattro delle altre due. La parte inferiore del manufatto, fino a quattro metri sopra la corrente ordinaria, era di marmo bianco e rosso; la parte restante di mattoni in cotto. Massicci anche i due piloni. Il maggiore era arricchito da quindici capitelli corinzi e da frammenti di bassorilievi romani, la cui presenza è stata, nei secoli passati, ritenuta conferma della preesistenza in loco di un ponte romano: quest'ipotesi, tuttavia, non ha mai trovato conferma in alcun riscontro oggettivo, né archeologico né documentario.
Il ponte, il cui percorso interno era lungo più di centoventi metri, e largo oltre sette, era munito di mura merlate provviste di camminamenti, con feritoie nei piloni. Alle sue estremità, infine, due alte torri.

 

ARENA DI VERONA

È il terzo anfiteatro romano per grandezza dopo il Colosseo e l’arena di Capua. Può contenere circa 20.000 persone, che si ritiene fosse l’intera popolazione della Verona del I secolo d.C, periodo a cui risale la costruzione del monumento. Era costruita subito fuori dalle mura cittadine, ancora in parte visibili dietro l’anfiteatro, in un grande spazio aperto che, con la costruzione delle nuove mura nel XII secolo, sarebbe diventata piazza Bra. L’Arena di Verona, costruita utilizzando la tipica pietra della Valpolicella in tutte le sue sfumature di rosso e di rosa, come molti monumenti cittadini, subì gravi danni in occasione del terribile terremoto del 1117, in cui crollò l’anello di muro più esterno lasciando quelle quattro fila di archi isolati, la cosiddetta ala dell’Arena, che ancora oggi caratterizzano l’edificio. Molte delle pietre che costituivano questo anello esterno, tutto in pietra e riccamente decorato, furono utilizzate per la costruzione di nuovi edifici. Non è difficile scorgere blocchi di pietra finemente lavorata provenienti dall’Arena, nei muri di palazzi romanici del centro città. In epoca veneziana, attorno al XVI secolo, l’Arena fu restaurata, motivo per cui oggi essa è in così buone condizioni di conservazione e utilizzabile, dal 1913 ogni anno vi si svolge infatti il famoso festival dell’opera, che fa dell’anfiteatro veronese il più grande teatro lirico all’apero del mondo.L’Arena, grazie alla particolare forma ellittica, ha infatti un’acustica perfetta, che permette alla voce dei cantanti d’opera e alla musica, di propagarsi perfettamente al suo interno, cosicché non vi è bisogno di impianti di amplificazione. Amplificazione cui invece si fa ricorso per i numerosi concerti ed altri eventi che si tengono ogni anno in Arena. Naturalmente non era per assistere a opere o concerti che l’Arena fu costruita. Gli anfiteatri erano infatti il luogo in cui gli antichi romani assistevano alle lotte di gladiatori e ad altri spettacoli cruenti. Il nome Arena, significa infatti “sabbia”, e deriva dalla sabbia posta sul fondo dell’anfiteatro e che aveva il compito di assorbire il sangue dei combattenti. Non è chiaro invece se in Arena si siano mai svolte naumachie, i combattimenti di navi effettuate negli anfiteatri che venivano riempiti d’acqua per l’occasione.

 

CASA DI GIULIETTA        

Al numero 23 di via Cappello, naturale prolungamento di via Mazzini a poche decine di metri dalla centralissima piazza delle Erbe, sorge la casa in cui, secondo la tradizione, abitò Giulietta Capuleti. Un imponente cancello in ferro battuto su cui campeggia lo stemma della famiglia Dal Cappello separa il suo androne, in cui gli innamorati d'ogni luogo ed età lasciano testimonianza del proprio amore, dalla pubblica strada. Oltrepassandolo si accede ad un piccolo ma luminoso cortile interno che accoglie i visitatori ansiosi di conoscere i luoghi dell'amore eterno. In esso è presente la splendida statua in bronzo di Giulietta, realizzata dallo scultore veronese Nereo Costantini, ed una lapide su cui sono riportati alcuni versi della tragedia di Shakespeare.

La casa è un severo edificio medioevale di impianto duecentesco, la cui facciata in mattoni a vista è ingentilita da eleganti finestre trilobate. Nella parte frontale spicca il famoso balcone da cui secondo la tradizione Giulietta si affacciava per parlare con il suo Romeo. Essa è un pregevole esempio di insula romana strutturata, mediante la suddivisione del lotto gotico, in corte con spazi liberi interni e passaggi porticati verso la strada. Disposta su vari piani e visitabile acquistando un biglietto, offre una verosimile ricostruzione delle tipiche dimore signorili venete del XIV secolo, valorizzato da una copiosa scelta di ceramiche medioevali. Grazie alla sapiente opera di restauro degli interni realizzata nel 1935 da Antonio Avena è oggi possibile apprezzare la raffinata eleganza degli affreschi che impreziosivano le pareti in cui risaltano, nella loro austera semplicità, cassapanche intarsiate, camini in mattoni, scale in legno con balaustre e camminatoi.

 

PIAZZA DELLE ERBE

Piazza delle Erbe sorge nel luogo dove, in epoca romana, si svolgevano la maggior parte delle attività sociali, economiche e politiche cittadine. Quello che in passato era il foro romano è, nel corso dei secoli, diventato il cuore del centro storico di Verona.
Piazza delle Erbe è la piazza più antica e affascinante della città.
Sul lato nord di Piazza delle Erbe si affaccia un gruppo di case finemente affrescate, chiamate Case Mazzanti, il cui nucleo originario, modificato in parte nel tempo, è di origine medievale. Verona in passato era conosciuta come urbs picta, cioè “città dipinta”, proprio per l’insolita, abbondante presenza di numerosi edifici civili e pubblici affrescati all’esterno.
Sempre sul lato nord di Piazza delle Erbe si possono ammirare l’antico Palazzo del Comune, la già citata Torre dei Lamberti e la Casa dei Giudici. Sul lato ovest, invece, c’è i Palazzo Maffei, in elegante stile barocco. Infine sul lato sud si trova la Casa dei Mercanti, legata alle potenti Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, che avevano un ruolo fondamentale a Verona nel periodo medievale.
Al centro di Piazza delle Erbe spicca una fontana antichissima, soprannominata “Madonna Verona” e risalente all’epoca romana,: la datazione della fontana torna indietro fino al 380 a.C.

 

TORRE DEI LAMBERTI

Dall’alto dei suoi 84 metri di altezza la Torre domina il centro storico di Verona e regala a quanti scelgono di salire fin lassù, una vista a 360° impareggiabile e imperdibile.

La Torre dei Lamberti è visitabile tutti i giorni dell’anno (escluso 25 dicembre) con un biglietto unico cumulativo che comprende anche la visita alla adiacente Galleria d’Arte Moderna. Per raggiungere le terrazze panoramiche e la cella campanaria i visitatori potranno scegliere di utilizzare le scale che corrono lungo il perimetro interno verticale (368 scalini) oppure prendere il comodo e trasparente ascensore che permette di ammirare le bellezze architettoniche tipiche del monumento, come a piedi.

Se di giorno la Torre dei Lamberti è un monumento storico visitato e apprezzato dai turisti di tutto il mondo che la scelgono per scoprire dall’alto Verona e i suoi dintorni, di notte grazie ad AGEC Ristorazione – Eventi, la Torre dei Lamberti si trasforma in una location magica ed emozionante, una terrazza panoramica in grado di ospitare eventi esclusivi.

Il prezzo del biglietto comprende anche la visita alla Galleria d’Arte Moderna (chiusa il lunedì):Intero 8,00 € Il Lunedì la Torre dei Lamberti è visitabile al costo ridotto di 5,00 €

Orari di apertura: Dal Lunedì al Venerdì 10.00 – 18.00 Sabato, Domenica e Festività 11.00 – 19.00 (Ultimo ingresso 45′ prima della chiusura)

 

PIAZZA DEI SIGNORI

Piazza dei Signori è a ragione soprannominata il “salotto di Verona”, per la sua bellezza, i suoi scorci e gli splendidi palazzi che vi si affacciano. Lungo i secoli del Medioevo si è andata sviluppando, divenendo poco a poco il luogo di rappresentanza del potere civile, in netto contrasto con la limitrofa Piazza delle Erbe, che assumeva nel frattempo una funzione prevalentemente commerciale. In epoca romana, qui si era nelle immediate vicinanze dell’antica Piazza del Foro, come testimoniano resti di lastricato stradale in marmo rosso di Verona e brani di mosaici, appartenuti a edifici pubblici e privati, messi in luce negli scavi degli ultimi trent’anni, sotto i palazzi adiacenti. Alla fine del XII secolo fu costruita la prima sede del Palazzo del Comune, dal caratteristico paramento murario a conci alterni di tufo e mattoni, dalla pianta quadrata e con quattro torri angolari, di cui oggi sopravvivono la Torre dei Lamberti e il cosiddetto “torrazzo” che aveva il prospetto principale su Piazza delle Erbe. Lungo i secoli, Piazza dei Signori assunse svariate funzioni, prevalentemente durante la dominazione veneziana, quando divenne luogo dell’amministrazione della giustizia, assumendo il nome di Palazzo della Ragione, ospitando anche gli uffici dei notai oltre che dei giudici, ma pure uffici fiscali e daziari, come quello del sale. Nel cortile interno, detto di Mercato Vecchio, c’era il mercato di farine e granaglie. Il palazzo del Comune, poi della Ragione, è dunque il più antico edificio della piazza: proseguendo in senso antiorario si può osservare lo sviluppo cronologico dei successivi palazzi. Tra XIII e XIV secolo vennero eretti i palazzi scaligeri, che diedero poi la forma e il nome alla piazza stessa: tali edifici furono le prime dimore dei signori di Verona.

 

Il primo palazzo, edificato da Cansignorio della Scala (metà XIV secolo) sulle fondamenta di quello del capostipite Alberto I, fu trasformato in epoca veneziana in Palazzo del Capitano Veneto. Lungo il lato breve, si trova quello che secondo la tradizione fu la reggia di Cangrande I della Scala, poi sede del Palazzo del Governo e del Podestà, e ospita oggi la sede della Prefettura e gli uffici di rappresentanza della Provincia. Sul lato sinistro della Piazza dei Signori si affaccia il Palazzo del Consiglio, con la splendida Loggia rinascimentale, costruito come nuova sede per le riunioni del Consiglio cittadino nell’ultimo ventennio del XV secolo, primo esempio di architettura compiutamente rinascimentale nel Veneto. Completa la piazza la facciata seicentesca della Domus Nova, o casa dei Giudici, ricostruita dopo un rovinoso incendio. Al centro della piazza si erge solenne il monumento a Dante Alighieri, motivo per cui la piazza è detta dai veronesi anche piazza Dante. La statua, lì collocata nel 1865, ricorda il desiderio di unità e indipendenza della popolazione di allora, e la presenza del sommo poeta a Verona, ospite dei signori della città, durante il suo esilio.
 

ARCHE SCALIGERE

Le Arche scaligere sono tra i più insigni monumenti dell'arte gotica a Verona. Già alla fine del Cinquecento le arche presentavano seri problemi di conservazione. Un tema, questo, che verrà riproposto all’attenzione dei responsabili della cosa pubblica. Mentre un completo restauro dell’arca di Mastino fu realizzato nel 1786, è da ricordare un progetto di restauro generale del 1839. Grande ammiratore delle arche fu John Ruskin, il quale ha lasciato scritto come la grazia dell'attività edificatrice, quella grazia che prima era riservata alle chiese, fosse stata dagli Scaligeri impiegata nei sepolcri, non come tombe di santi, bensì come dimore di coloro che si sono addormentati.
Le Arche, del sec. XIV, sono opera di vari scultori, tra i quali si distinguono due cantieri successivi. Entrando, addossata al muro della chiesa, si trova la tomba di Mastino I. La forma del sarcofago è assai semplice: il coperchio a due spioventi con quattro antefisse, ricorda l’uso romano. Più avanti, isolata, è la tomba di Alberto I. Il sarcofago è riccamente istoriato e ripete, nella forma architettonica, quello di Mastino I. Le antefisse sono adorne dei simboli degli Evangelisti e di figure di Patriarchi. Il coperchio porta, tra lievi decorazioni, lo stemma imperiale affiancato da due stemmi scaligeri. Le tre semplici tombe vicine al muro esterno di cinta appartengono, probabilmente, la prima a Bartolomeo I, la seconda a Cangrande II e la terza a Bartolomeo II o a Bailardo Nogarola. Sopra la porta laterale di Santa Maria Antica, sta il magnifico mausoleo di Cangrande I, morto il 22 giugno 1329. Il sarcofago è sostenuto da quattro simbolici cani che reggono lo stemma scaligero. Sulla faccia anteriore si staccano tre piccole statue; su quella posteriore si scorge Verona con la cinta delle mura scaligere. Sopra il coperchio del sarcofago, è la statua giacente di Cangrande. Quattro colonne reggono il baldacchino che si slancia a tronco di piramide verso l’alto e culmina nella meravigliosa statua equestre. La seconda porta della cancellata conduce al sepolcro di Mastino II. Appoggiato su quattro pilastri, si trova il sarcofago. Mastino II giace disteso col viso emaciato e barbuto. Il sarcofago porta ancora tracce degli antichi colori. Quattro svelti pinnacoli fanno corona, tra i timpani, alla guglia centrale, su cui poggia il monumento equestre del signore, tutto chiuso nella solida armatura e con la celata sul viso. L’ultima è l’arca di Cansignorio, più ricca e movimentata delle precedenti, ma non di così alto valore artistico. Il sarcofago poggia su piastrini sostituiti ai quattro angoli da coppie di putti nudi di ispirazione quasi rinascimentale. Lungo le facce dell’urna sono scolpite storie evangeliche. Intorno al listello della base, sul lato est, è incisa la firma dell’autore di questo mausoleo: Bonino da Campione. Traslato nelle tombe scaligere nel 1831 è il sepolcro di Giovanni della Scala, collocato in fondo al cimitero, sulla parete esterna della casa adiacente alla chiesa. Le statue originali di Cangrande e Mastino Il sono state trasferite per ragioni conservative.

 

PONTE PIETRA

Ponte Pietra, anche se più volte distrutto e ricostruito nel corso dei secoli, è uno degli edifici più antichi di Verona. I romani, fondata la città all'interna di un'ansa dell'Adige, nel I secolo avanti Cristo, per non rimanere isolati dal fiume costruirono dapprima il Pons Lapideus, Ponte Pietra appunto, e in seguito il Ponte Postumio in linea con il sistema dei cardi e dei decumani e su cui passava la via Postumia (da cui il nome) dopo aver attraversato tutta la città. Forse Ponte Pietra sorse in sostituzione di un ponte ligneo che già le popolazioni paleovenete insediate nella Verona pre-romana avevano costruito. Il Ponte Pietra era di estrema semplicità e austerità costruttiva, a differenza del Ponte Postumio che, stando al ritrovamento di alcuni frammenti in Adige, era probabilmente riccamente decorato. Proprio questa semplicità costruttiva e gli ampi archi che riducevano l'impatto con le piene dell'Adige, ne favorirono la più lunga durata rispetto al Ponte Postumio crollato assieme all'Impero Romano.
Anche il Ponte Pietra non fu tuttavia immune da distruzioni e crolli, l'ultimo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando i tedeschi in fuga da Verona minarono tutti i ponti dull'Adige. Ricostruito nel dopoguerra si decise di sostituire la parte mancante con mattoni così da evidenziare le parti originali da quelle completamente rifatte, dando a Ponte Pietra il suo particolare aspetto. La torre difensiva a un capo del ponte è invece del '300.

 

MUSEO ARCHEOLOGICO TEATRO ROMANO

Costruito sulle pendici del colle di San Pietro verso la fine del I sec.a.c., oggi rimangono del teatro originario solo la cavea e la gradinata, oltre ad alcune arcate di logge e i significativi resti della scena. Nei secoli, alcuni edifici civili e religiosi furono costruiti sulle rovine del teatro. I lavori di recupero presero il via nel 1834.
In posizione più elevata rispetto al Teatro Romano, il Museo archeologico è situato nell’ex convento quattrocentesco di San Girolamo. Istituito nel 1924, il museo espone centinaia di reperti archeologici del territorio veronese e materiali di collezioni cittadine, sebbene siano molte di più le opere conservate nei suoi magazzini ed esibite in occasione di particolari mostre.
Orari: martedì-domenica 8,30-19,30 lunedì 13,30-19,30. Chiusura cassa: 18:30. Nei giorni di spettacolo orario ridotto.
Prezzi Teatro Romano + Museo Archeologico: Intero € 4.50 – Ridotto € 3.00 (gruppi min.15 persone e studenti da 14 a 30 anni) – € 1.00 (Scolaresche e ragazzi da 8 a 13 anni) - € 1.00 1° domenica del mese per tutti (da gennaio a maggio e da ottobre a dicembre) - Gratis con la Verona Card.
Telefono:045 8000360

Il teatro romano è accessibile in estate quando ci sono le passerelle per gli spettacoli. Nei mesi invernali è accessibile con assistenza da Vicolo Botte.

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